Vivere il diabete a scuola

A volte la normalità è una conquista.

Per un bambino o un ragazzo con il diabete è il frutto di un impegno quotidiano, talvolta non facile da portare avanti. A scuola come nella vita, si tratta di una sfida tutt’altro che impossibile da vincere, ma nella quale la collaborazione di insegnanti e compagni è spesso fondamentale.

I ragazzi con diabete raccontano di persone attente e disponibili, ma anche di pregiudizi, diffidenze e pietismi decisamente fuori luogo. Quasi sempre gli ostacoli che un giovane con diabete incontra nella sua vita scolastica sono banali incomprensioni: quasi sempre sarebbe sufficiente fornire agli insegnanti e personale scolastico poche nozioni fondamentali, per risolverle.

Siamo tutti consapevoli che non esistono ricette per affrontare una situazione che ciascun ragazzo vive in modo del tutto personale. Nonostante questo, abbiamo la speranza che l’acquisizione di un minimo di competenze specifiche permetta agli operatori scolastici di muoversi con una certa agilità sulla sottilissima linea di confine che corre tra prudenza e allarmismo.

E con l’obiettivo, forse ambizioso, di favorire nei singoli casi la creazione di quel delicato equilibrio che nasce dal dialogo e dalla reciproca comprensione. Tuttavia problemi come quelli relativi all’assistenza non possono restare sempre affidati al buon senso ed alla disponibilità delle singole persone di buona volontà, che operano nella scuola.

In una scuola che si adopera per diventare una realtà flessibile, in cui ognuno possa trovare uno spazio a sua misura , in una scuola sempre più attenta a inclinazioni, esigenze e difficoltà del singolo, una condizione come il diabete deve trovare una sua precisa collocazione anche sul piano normativo.

IL bambino con diabete è come tutti gli altri ma la sua condizione rende necessaria la stretta collaborazione tra la famiglia, gli insegnanti e le strutture sanitarie. Per i ragazzi più grandi è sufficiente solo una attenzione discreta da parte del personale scolastico.

È importante che gli insegnanti siano informati della condizione del diabete del loro allievo, devono conoscere le caratteristiche del diabete e dei possibili inconvenienti che si possono presentare durante le ore di lezione. Il giovane con diabete, correttamente curato e istruito, ha la possibilità di frequentare la scuola come gli altri compagni, può partecipare alle stesse attività sportive degli altri, a condizione, naturalmente, che l’insegnante di educazione fisica sia a conoscenza dell’esistenza del diabete.

Talora i genitori, molto spesso preoccupati per la salute del loro figlio, tendono a trasferire le proprie ansie agli insegnanti, creando in loro una sorta di insicurezza e di atteggiamento artefatto che non giova allo sviluppo dell’autonomia del ragazzo e della sua personalità.